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La nostra storia

(testo in fase di rielaborazione)

La Società di Storia Patria di Terra di Lavoro,  fu costituita in Caserta il 20 dicembre 1952, ad iniziativa del giovane studioso Pietro Borraro e con 25 soci, nel trigesimo della scomparsa di Benedetto Croce  con l'intento di onorare l'Uomo che  rappresenta uno dei pilastri della cultura e del pensiero, e con la funzione specifica di incrementare gli studi storici attraverso incontri culturali, pubblicazione periodica di un volume di saggi e memorie, la creazione di una biblioteca ad indirizzo prevalentemente storico.

L'esigenza della costituzione di una società di Storia Patria in provincia di Caserta era avvertita da decenni. Alla vigilia della Prima Guerra Mondiale si era costituito un Comitato Ordinatore della Società Storica di Terra di Lavoro ad iniziativa di Enrico Villani, consigliere provinciale scolastico ed ispettore onorario per i monumenti e di Giuseppe d'Anna, docente di discipline umanistiche ed autore di pregevoli pubblicazioni.  del comitato ordinatore era anche componente Pietro Fedele (diventerà ministro dell'Educazione nazionale). All'iniziativa aderì il deputato  Teodoro Morisani,  che versò un contributo di 50 lire. Si era nella prima quindicina del maggio 1915. Nella prima quindicina di giugno era prevista l'assemblea costituente. Il precipitare degli eventi internazionali bloccò il progetto di cui si riprese a parlare con maggiore concretezza nel secondo dopoguerra.

L'assemblea si riunì sotto la presidenza del senatore Giovanni Caso, che era stato con Giuseppe Fusco, Raffaele Numeroso e Luigi de Michele, era stato tra i rappresentanti della ricostituita provincia di Caserta in seno all'Assembea Costituente. L'istituzione trovò subito aderenti nel mondo culturale casertano e suscitò ovunque i più ampi consensi.

Il 10 gennaio 1953 veniva approvato lo Statuto provvisorio; il 27 maggio successivo si svolse la cerimonia inaugurale con una grande manifestazione culturale, presieduta, in veste di oratore ufficiale, da Ernesto Pontieri, Magnifico Rettore dell'Università degli studi di  Napoli e Presidente della Società Napoletana di Storia Patria. Le istanze rivolte al Ministero della Pubblica Istruzione e alla Soprintendenza ai Monumenti della Campania, per  ottenere che la Società potesse disporre di una degna sede nella Reggia Vanvitelliana, venivano accolte, e il 16 giugno 1954, in occasione di un altro memorabile incontro, con la conferenza di Giovanni Tescione (primo podestà di Caserta) sui «Valori storici della Terra di Lavoro», si inaugurava la prima sede. Cominciava così la regolare attività dell'Istituto, che andò, da allora, rapidamente affermandosi, in campo regionale e nazionale, con iniziative che ebbero risonanza anche all'estero.

Nel il 13 Aprile del 1956 il Consiglio Direttivo deliberava la creazione di un Seminario di Studi Danteschi, formalmente costituito il 23 giugno, come istituzione autonoma, nell'ambito della Società e presieduto dal presidente pro tempore. Era la prima iniziativa del genere in Italia, con lo scopo di incrementare «l'intelligenza e lo studio dell'opera di Dante», mediante la costituzione di una Biblioteca Dantesca quale sezione della Biblioteca della Società di Storia Patria e la raccolta di materiale bibliografico e figurativo.

Alla fine del 1956, veniva stampato il primo numero dell'Archivio Storico, ufficialmente presentato da Ernesto Pontierí, nel corso di un convegno culminato nella conferenza di Stefano Bottari, Direttore dell'Istituto di Storia dell'Arte dell'Università di Bologna, sui «Rapporti tra l'architettura campana e quella siciliana nell'età romanica».  Il volume fu presentato il 4 luglio 1957 a Pio XII che ricevette in udienza privata il presidente della Società Fortunato Messa, accompagnato da una rappresentanza del direttivo composta da Giovanni Tescione, Pietro Borraro e Michele Fusco, celebre latinista.

Altro storico evento fu l'udienza concessa il 9 Gennaio 1958 dal presidente della Repubblica Giovanni Gronchi al direttivo rappresentato dal presidente Messa, da Giovanni Tescione, che presiedeva il comitato di redazione dell'Archivio Storico di Terra di Lavoro, Giuseppe d'Anna e Vincenzo Fava (emblematiche figure di educatori ed uomini di cultura d'altri tempi), Armando Salvatore (altro indimenticabile latinista), Pietro Borraro (infaticabile segretario generale per lunghi anni fino alla tragica morte avvenuta nel 1982 al ritorno da un convegno).  Il Capo dello Stato donò una fotografia autografata

Dal 21 al 25 Maggio del 1961 fu realizzato il primo  Congresso Nazionale di Studi Danteschi sul tema «Dante e il secolo dell'Unità d'Italia», che coinvolse Caserta e Napoli.  Vi intervennero, tra gli altri, Vittorio De Falco, Domenico Rea, Natalino Sapegno,  Francesco Sbordone, Giuseppe Toffanin.  L'evento è ricordato nel cippo marmoreo che la Società fece installare nei Giardini della Flora antistanti la reggia anche per lasciare memoria della mostra del risorgimento in terra di lavoro che si svolse dall'ottobre 1961 a gennaio 1962 sotto gli auspici del ministro della pubblica istruzione Giacinto Bosco e del comitato per le celebrazioni del centenario dell'unità d'Italia.

Memorabili, altresì, un Convegno degli Archivi Ecclesiastici, (27 settembre 1961), Un Convegno dell'Unione Stampa Cattolica Italiana (3 dicembre 1961) ed uno della Stampa Turistica Italiana (12 Dicembre 1961).  Nello stesso anno furono patrocinate una rassegna dedicata a «Napoleone e l'Elba» e quattro Mostre: una di Arte Sacra Contemporanea, una di artisti contemporanei dedicata all'Arte del Risorgimento, una sulla  Stampa Cattolica Italiana ed una sulle  Edizioni Danteschi sotto gli auspici della  Casa Olschki.

La Presidenza Messa abbracciò il primo decennio di vita della Società (1952-62) segnandone la piena e definitiva affermazione.

A Fortunato Messa successe Gaetano Marseglia (biennio 1962-64), caratterizzato dall'ulteriore sviluppo della Biblioteca, che fu ufficialmente inaugurata il 19 Dicembre 1963 in occasione della commemorazione del primo presidente al cui nome fu intitolata.

Fra le attività di maggiore spessore di questo periodo memorabile la conferenza tenuta il 26 maggio del 1963 sulla importanza dello studio del latino  dal cardinale Antonio Bacci, autore di un particolare vocabolario nella lingua di Roma applicato alle moderne esigenze espressive.

dal 1964 al '72

 

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