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La Società di Storia Patria di Terra di Lavoro fu costituita in Caserta il 20 dicembre 1952, ad iniziativa del giovane studioso Pietro Borraro e con 25 soci, nel trigesimo della scomparsa di Benedetto Croce, con l'intento di onorare l'Uomo che  rappresenta uno dei pilastri della cultura e del pensiero e con la funzione specifica di incrementare gli studi storici attraverso incontri culturali, pubblicazione periodica di un volume di saggi e memorie, la creazione di una biblioteca ad indirizzo prevalentemente storico.
L'esigenza della costituzione di una società di Storia Patria in provincia di Caserta era avvertita da decenni. Alla vigilia della Prima Guerra Mondiale si era costituito un Comitato Ordinatore della Società Storica di Terra di Lavoro ad iniziativa di Enrico Villani, consigliere provinciale scolastico ed ispettore onorario per i monumenti e di Giuseppe d'Anna, docente di discipline umanistiche ed autore di pregevoli pubblicazioni. Del comitato ordinatore era anche componente Pietro Fedele (diventerà ministro dell'Educazione nazionale). All'iniziativa aderì il deputato Teodoro Morisani, che versò un contributo di 50 lire. Si era nella prima quindicina del maggio 1915. Nella prima quindicina di giugno era prevista l'assemblea costituente. Il precipitare degli eventi internazionali bloccò il progetto di cui si riprese a parlare con maggiore concretezza nel secondo dopoguerra.

L'assemblea si riunì sotto la presidenza del senatore Giovanni Caso, che era stato con Giuseppe Fusco, Raffaele Numeroso e Luigi de Michele tra i rappresentanti della ricostituita provincia di Caserta in seno all'Assembea Costituente. L'istituzione trovò subito aderenti nel mondo culturale casertano e suscitò ovunque i più ampi consensi.

Il 10 gennaio 1953 veniva approvato lo Statuto provvisorio; il 27 maggio successivo si svolse la cerimonia inaugurale con una grande manifestazione culturale, presieduta, in veste di oratore ufficiale, da Ernesto Pontieri, Magnifico Rettore dell'Università degli studi di Napoli e Presidente della Società Napoletana di Storia Patria. Le istanze rivolte al Ministero della Pubblica Istruzione e alla Soprintendenza ai Monumenti della Campania, per  ottenere che la Società potesse disporre di una degna sede nella Reggia Vanvitelliana, venivano accolte, e il 16 giugno 1954, in occasione di un altro memorabile incontro, con la conferenza di Giovanni Tescione (primo podestà di Caserta) sui «Valori storici della Terra di Lavoro», si inaugurava la prima sede. Cominciava così la regolare attività dell'Istituto, che andò, da allora, rapidamente affermandosi, in campo regionale e nazionale, con iniziative che ebbero risonanza anche all'estero.

Il 13 Aprile del 1956 il Consiglio Direttivo deliberava la creazione di un Seminario di Studi Danteschi, formalmente costituito il 23 giugno, come istituzione autonoma, nell'ambito della Società e presieduto dal presidente pro tempore. Era la prima iniziativa del genere in Italia, con lo scopo di incrementare «l'intelligenza e lo studio dell'opera di Dante», mediante la costituzione di una Biblioteca Dantesca quale sezione della Biblioteca della Società di Storia Patria e la raccolta di materiale bibliografico e figurativo.

Alla fine del 1956, veniva stampato il primo numero dell'Archivio Storico, ufficialmente presentato da Ernesto Pontierí, nel corso di un convegno culminato nella conferenza di Stefano Bottari, Direttore dell'Istituto di Storia dell'Arte dell'Università di Bologna, sui «Rapporti tra l'architettura campana e quella siciliana nell'età romanica».  Il volume fu presentato il 4 luglio 1957 a Pio XII che ricevette in udienza privata il presidente della Società Fortunato Messa, accompagnato da una rappresentanza del direttivo composta da Giovanni Tescione, Pietro Borraro e Michele Fusco, celebre latinista.

Altro storico evento fu l'udienza concessa il 9 Gennaio 1958 dal presidente della Repubblica Giovanni Gronchi al direttivo rappresentato dal presidente Messa, da Giovanni Tescione, che presiedeva il comitato di redazione dell'Archivio Storico di Terra di Lavoro, Giuseppe d'Anna e Vincenzo Fava (emblematiche figure di educatori ed uomini di cultura d'altri tempi), Armando Salvatore (altro indimenticabile latinista), Pietro Borraro (infaticabile segretario generale per lunghi anni fino alla tragica morte avvenuta nel 1982 al ritorno da un convegno).  Il Capo dello Stato donò una fotografia autografata

Dal 21 al 25 Maggio del 1961 fu realizzato il primo  Congresso Nazionale di Studi Danteschi sul tema «Dante e il secolo dell'Unità d'Italia», che coinvolse Caserta e Napoli.  Vi intervennero, tra gli altri, Vittorio De Falco, Domenico Rea, Natalino Sapegno, Francesco Sbordone, Giuseppe Toffanin.  L'evento è ricordato nel cippo marmoreo che la Società fece installare nei Giardini della Flora antistanti la reggia anche per lasciare memoria della mostra del risorgimento in terra di lavoro che si svolse dall'ottobre 1961 a gennaio 1962 sotto gli auspici del ministro della pubblica istruzione Giacinto Bosco e del comitato per le celebrazioni del centenario dell'unità d'Italia.

Memorabili, altresì, un Convegno degli Archivi Ecclesiastici, (27 settembre 1961), Un Convegno dell'Unione Stampa Cattolica Italiana (3 dicembre 1961) ed uno della Stampa Turistica Italiana (12 Dicembre 1961).  Nello stesso anno furono patrocinate una rassegna dedicata a «Napoleone e l'Elba» e quattro Mostre: una di Arte Sacra Contemporanea, una di artisti contemporanei dedicata all'Arte del Risorgimento, una sulla  Stampa Cattolica Italiana ed una sulle  Edizioni Danteschi sotto gli auspici della  Casa Olschki.

La Presidenza Messa abbracciò il primo decennio di vita della Società (1952-62) segnandone la piena e definitiva affermazione.

A Fortunato Messa successe Gaetano Marseglia (biennio 1962-64), caratterizzato dall'ulteriore sviluppo della Biblioteca, che fu ufficialmente inaugurata il 19 Dicembre 1963 in occasione della commemorazione del primo presidente al cui nome fu intitolata.

Fra le attività di maggiore spessore di questo periodo memorabile la conferenza tenuta il 26 maggio del 1963 sulla importanza dello studio del latino  dal cardinale Antonio Bacci, autore di un particolare vocabolario nella lingua di Roma applicato alle moderne esigenze espressive.

Dal 1964 al '72, col terzo  presidente Domenico De Francesco, la Società  promosse ed organizzò  il 2° Congresso Nazionale di Studi Danteschi, sul tema «Dante e l'Italia Meridionale», svoltosi il 1965, nella ricorrenza del VII centenario della nascita di Dante; un Simposio di Studi Danteschi sul tema «Miniature e codici danteschi della Regione Campana»; un Convegno Nazionale per il bicentenario della morte di Alessio Simmaco Mazzocchi, che si svolse in collaborazione col Comune di S. Maria Capua Vetere (l'evento è ricordato da una lapide posta sulle scale che conducono al Salone  degli Specchi del Teatro Garibaldi),  un Convegno Nazionale sul tema «Il contributo dell'Archidiocesi di Capua alla vita religiosa e culturale del Meridione».

Nel ventesimo anniversario della ricostituzione della provincia di Caserta (1 settembre 1945) la Società organizzò onoranze in memoria di Gino Chierici, pubblicando un volume dedicato alla sua figura ed alla sua opera. Il Comitato d'Onore fu presieduto dal capo dello Stato Antonio Segni, che donò all'istituto una propria foto con autografo.

Le celebrazioni dantesche sono ricordate da un rocco ricavato dall'anfiteatro campano collocato a cura del Seminario di Studi Danteschi il 22 maggio 1965.

La presidenza De Francesco ha fatto registrare il prestigioso conferimento della Medaglia d'Oro del Presidente della Repubblica ai Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell'Arte con Diploma n.7167 decretato il 2 giugno 1967.

Nel periodo 1972-75, sotto la presidenza di Vincenzo D'Elia si realizzarono, tra l'altro, i lunedì letterari nell'ambito delle celebrazioni per il bicentenario della nascita di Luigi Vanvitelli.

Il 18 giugno del 1972 furono istituiti una Sezione di Archeologia affidata al socio  Salvatore Garofano Venosta, conservatore del Museo Provinciale Campano di Capua, nonché l'Albo per i soci Onorari e quello dei Presidenti.

Dal 1975 al 2007 la presidenza è stata tenuta da Aniello Gentile, sotto la cui gestione il prestigio della Società è ulteriormente cresciuto, non solo per la mole e per gli apporti altamente qualificati che tale attività ha recato al mondo della cultura, italiano e straniero. Sono stati pubblicati dal IV al XX  volume dell'Archivio Storico. Nell'occasione della celebrazione dell'anniversario del viaggio in Italia di Goethe, promossa dalla Società di Storia Patria, la Repubblica Federale di Germania offrì alla città di Caserta un busto del Poeta collocato nella Flora il 2 luglio 1964, esatta riproduzione di quello esistente nella «Casa di Goethe» a Francoforte sul Meno. Intervennero il console tedesco a Napoli Walter Scheer e il direttore del Goethe Institut di Napoli Johan Vandenrhat. Tra le iniziative più ricordevoli: il  Convegno Nazionale di Studi per il IV centenario della nascita di Michele Monaco, le Celebrazioni per il II centenario di fondazione della Parrocchia di San Ferdinando in San Leucio di Caserta,  la ristampa anastatica del Codice di San Leucio del 1789,  il  Convegno di Studi  per la redazione di una mappa archeologica di Terra di Lavoro, il  Convegno Nazionale dei poeti e scrittori dialettali, il Convegno di Studi Militari - il primo del genere in Italia - in collaborazione con l'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito e con la Rivista Militare. Inoltre fu promossa ed attuata, in collaborazione col Comune di Sorrento, la II Settimana Internazionale dei Beni Culturali, sul tema Ecologia e Cultura nell'Europa Unita, fu data alle stampe la monografia  "Note Vanvitelliane", relativa a documenti inediti di Luigi Vanvitelli. Patrocinate la pubblicazione del volume «Alessio Simmaco Mazzocchi e il Settecento meridionale» e quella di una pregevole antologia di «Studia Suessana».

Il 3 febbraio 1976 nella Cappella Palatina della Reggia di Caserta Roberto Pane presentò il primo volume dell'epistolario vanvitelliano, a cura di Franco Strazzullo e pubblicato da Mario Congedo Editore di Galatina sotto gli auspici della Società di Storia Patria di Terra di Lavoro. La cerimonia fu onorata della presenza della Consorte del Presidente della Repubblica Donna Vittoria Leone e delle massime Autorità della Provincia e della Regione. Il 18 marzo successivo il Consiglio Direttivo della Società fu ricevuto in udienza privata al Quirinale dal Capo dello Stato Giovanni Leone, al quale fu donata la  serie completa dell'Archivio Storico di Terra di Lavoro.

Il 15 febbraio 1976  il Cardinale Corrado Ursi, Arcivescovo di Napoli, accompagnato da Monsignore Vito Roberti, Arcivescovo di Caserta, rese visita alla Società nella sede occupata fino al 1998 in palazzo reale, manifestando vivo interesse per le attività e per la biblioteca dell'Istituto.
Nella Cappella Palatina della reggia, il 12 ottobre 1978, s'inaugurò il Congresso nazionale di studi storico-militari, organizzato dalla Società in  collaborazione dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito e della «Rivista Militare», sotto gli auspici della Regione Campania e con l'alto patronato del Presidente della Repubblica sul tema: «Il pensiero di studiosi di cose militari meridionali in epoca risorgimentale».
La prolusione ai lavori fu tenuta da Nicola Cilento, Ordinario di Storia medievale nell'Università di Salerno, sul tema: «Alle origini della idealizzazione della guerra»
Un evento significativo ha segnato il 2 giugno 1980 la vita della Società di Storia Patria di Terra di Lavoro: il riconoscimento della personalità giuridica del Sodalizio, consacrata con il decreto del presidente della giunta della regione Campania n. 6803.

Dal 2 al 4 maggio 1980 la Società ospitò i partecipanti alla II Settimana Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali, promossa in collaborazione con il Comune di Sorrento, la «Dante Alighieri», la Biblioteca provinciale di Salerno e il Comitato di Coordinamento per l'Ecologia di Sorrento, sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica e con gli auspici della Comunità Economica Europea, del Ministero dei Beni Culturali e delle Regioni Campania e Lucanía. La Settimana si concluse nella Cappella Palatina della Reggia alla presenza delle massime autorità della Provincia e della Regione. Impossibilitato ad intervenire alla cerimonia di chiusura, il Presidente del Parlamento Europeo, Signora Simone Veil, inviò il seguente telegramma:

Strasbourg, le 26 marzo 1980 Prof. Aniello GENTILE
Président de la
Società di Storia Patria di Terra di Lavoro
Palazzo Reale
Caserta
Italie

Monsieur le Président,
Par votre lettre du 1- mars 1980, vous avez bien voulu m'inviter à prendre part à la cérémonie de clòture du colloque organisé sur le thème de «l'écologie et la culture de l'Europe unie», qui se tiendra à CASERTA le 4 mai 1980.
Je vous remercie très vivement de cette invitation, à laquelle il ne me sera malheureusement pas possible de répondre favorablement, en raison de mon calendrier déjà très chargé pour cette période.
Je vous en exprime mes plus vifs regrets.
Je vous prie d'agréer, Monsieur le Président, 1'expression de ma considération distinguée.
SIMONE VEIL


Il 15 settembre 1980 il Prof. Italo Borzi, Direttore Generale dei Servizi Informazioni e Proprietà letteraria, artistica e scientifica della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Prof. Vittorio Amedeo Caravaglios, Decano della Stampa Turistica Italiana, presentarono il volume di Aniello Gentile,Caserta nei ricordi dei viaggiatori stranieri, SEN, 1980, un volume che raccoglie le impressioni di viaggio, i ricordi, i resoconti dei viaggiatori d'Oltralpe che nel corso del '700 e dell'800 visitarono Caserta.
Nell'ultima decade di ottobre 1980, La Società ospitò nella propria sede i lavori della I Settimana degli Handicappati, consentendo di svolgere un Convegno inteso a sensibilizzare la opinione pubblica ai problemi di questi giovani.
In occasione delle manifestazioni parallele alla «Civiltà del '700 a Napoli» la Società ospitò ancora, dal 18 al 23 ottobre, una Mostra filatelica imperniata sul periodo Borbonico, che riscosse notevole successo e fu visitata dalle scolaresche di ogni ordine e grado di Caserta oltre che da numerosi collezionisti.
Il 24 febbraio 1981 il Gr. Uff. Dott. Ernesto Redaelli, Presidente dell'Unione Stampa Periodica Italiana, tenne alla presenza di numerosi giornalisti, delle Autorità della Provincia e di un folto pubblico, una conferenza sul tema: La stampa periodica: sensibilizzazione dell'opinione pubblica e del cittadino.

Il 5 aprile 1981 si svolse nella sede della Società la giornata casertana del Convegno Internazionale di Studi promosso dalla Università di Napoli e dal Centro di Studi Italospagnoli sul tema: I Borbone di Spagna e i Borbone di Napoli: un bilancio storiografico, con la partecipazione di numerosi Docenti di Università italiane e straniere, delle Autorità della Provincia e di un folto numero di studiosi. Intervenne il Gruppo folcloristico «I figli di Maia» di Sessa Aurunca.

Con l'occasione fu allestita una Mostra storica delle sete di S. Leucio, curata dai Setifici Giuseppe De Negri e Cugini De Negri.
Dopo la tornata di studi i Congressisti visitarono il Parco Vanvitelliano, gli appartamenti storici e il borgo di Casertavecchia.
Dopo la pubblicazione del volume Caserta nei ricordi dei viaggiatori stranieri, la città di Massa, con la collaborazione de «Il giornale del marmo», donò alla città di Caserta un cippo marmoreo recante la seguente iscrizione:


A RICORDO DELLA VISITA A CASERTA DI
BERKELEY
WINCKELMANN
MENGS
SWINBURNE
LADY MILLER
GOETHE
STENDHAL
DUMAS
GREGOROVIUS
PEYREFITTE

DONO
DELLA CITTA' DI MASSA E DELLA EZIO RONCHIERI MARMI
COL PATROCINIO DELLA SOCIETÀ 
DI STORIA PATRIA DI TERRA DI L.

Il cippo fu collocato nella Villa Comunale, dove è tuttora.

L'attività relativa all'anno 1982 si polarizza intorno a due importanti avvenimenti: l'inaugurazione di una Mostra di archeologia industriale e le Celebrazioni garibaldine in occasione del primo centenario della morte dell'Eroe dei Due Mondi.
Allestita sul finire del dicembre 1981 e inaugurata con l'intervento di autorità e di studiosi, la Mostra sull'archeologia industriale in Campania e nel Mezzogiorno rimase aperta per tutto il mese di gennaio, con il preciso intento di additare al pubblico l'esistenza, in Campania e in altre regioni del Sud, di alcuni episodi industriali, che, sebbene di portata minore rispetto a quanto verificatosi in altre parti d'Italia, hanno in molti casi preceduto nel tempo lo sviluppo industriale delle regioni del Nord, presentandosi con caratteri propri ed inconfondibili.

L'iniziativa, partita dall'Associazione per l'Archeologia Industriale Centro di documentazione e di ricerca per il Mezzogiorno fu realizzata col patrocinio del Comune di Caserta e con la collaborazione della Società di Storia Patria di Terra di Lavoro, sensibile all'opera di detta Associazione, la cui finalità è quella di promuovere studi e ricerche sui documenti delle prime strutture industriali del Mezzogiorno, diffondere la conoscenza di documenti che hanno svolto un ruolo importante nelle trasformazioni delle regioni del Sud e sensibilizzare quanti operano nel campo della salvaguardia dei beni culturali e ambientali.
L'importanza che la Mostra rivestì è facilmente intuibile dalle tematiche specifiche, tutte assai interessanti: Le funicolari di Chiaia e Montesanto a Napoli (inaugurate rispettivamente nel 1889 e 1891); Il reale opificio pirotecnico di Pietrasanta (voluto da Ferdinando II di Borbone e destinato alla costruzione di materiali da guerra e macchine a vapore per la Marina); Le gallerie in ferro a Napoli (eloquenti testimonianze della pronta adesione dell'architettura napoletana alle correnti stilistiche del secondo Ottocento nel campo della cultura architettonica in Italia); Elementi di arredo urbano per la città di Napoli; 1 ponti sospesi di Luigi Giura (sul Garigliano e sul Calore); Il sito borbonico di S. Leucio («che consentì alla nobil arte della seta», già fiorente in Napoli fin dal XV secolo, di trasformarsi in industria serica); Insediamenti industriali in Terra di Lavoro (favoriti dalla politica protezionistica del governo borbonico); e infine, La Regia Fabrica d'armi di Torre Annunziata; Le cartiere amalfitane; Le industrie tessili nel Salernitano; Le fornaci per la produzione dei laterizi in Abruzzo; Le reali ferriere ed officine di Mongiana.
L'altro momento culminante dell'attività sociale del 1982 - quello delle Celebrazioni garibaldine - impegnò la Società nei mesi di maggio e giugno, con una Mostra di documenti; libri; cimeli, articoli di quotidiani e periodici, e testimonianze varie di fatti e avvenimenti particolarmente rilevanti di quella fase dell'attività risorgimentale che è considerata tra le più importanti e determinanti della realizzazione dell'unificazione nazionale.
Nello stesso periodo, si realizzarono alcune pubblicazioni su argomenti in stretta connessione col personaggio e con le sue imprese.
La prima riguardò l'Ordine del giorno di Giuseppe Garibaldi, redatto nel Palazzo Reale di Caserta, dove aveva sede il Quartiere Generale dell'esercito garibaldino, il 30 ottobre 1860, poco prima della partenza per Caprera. Il documento, riguardante gli eventi bellici dei giorni 1° e 2 ottobre, con particolare riferimento al combattimento di Caserta, fu pubblicato per la prima volta in tale occasione, a cura della Società di Storia Patria, con il patrocinio dell'Amministrazione Provinciale di Caserta.
La seconda pubblicazione, dal titolo Il vincitore di Castel Morrone, fu un accurato esame del Rapporto sui fatti d'arnie del 1 ° e 2 ottobre 1860 del maggiore Domenico Nicoletti comandante il 6°Reggimento di linea Farnese della Brigata Ruiz, il cui manoscritto originale si conserva nell'Archivio di Stato di Napoli. Tale documento era rimasto, anch'esso, inedito; e la Società di Storia Patria lo pubblicò, con il patrocinio del Comune di Castel Morrone, unitamente all'accurato esame che ne aveva fatto il giornalista Arturo Fratta.
La terza pubblicazione fu un saggio monografico in lingua latina, di Gaetano Fusco, dal titolo De Phintonis insula a Garibaldi dilecta, la cui originalità consiste nella presentazione di uno degli aspetti meno trattati, e perciò meno noti, della figura dell'Eroe: il contatto che egli ebbe con l'ambiente naturale della sua Caprera e la delicatezza dei sentimenti che tale contatto costantemente gli ispirava. Il lavoro, introdotto da Aniello Gentile reca in appendice una libera traduzione italiana di Elisabetta Fusco.

Nel 1983 l'attività ebbe inizio con una manifestazione di particolare interesse culturale. Il Prof. Aniello Gentile, Presidente della Società, illustrò in una conferenza tenuta il 24 febbraio presso la sede sociale, un importante documento inedito. Tema della conferenza: Il contributo di Terra di Lavoro alla storia della lingua italiana: lo statuto dei Disciplinati di Maddaloni, un testo in volgare del XIII secolo. Lo stesso giorno fu anche inaugurata nel salone della Biblioteca della Società, una Mostra della cultura, delle tradizioni e dell'artigianato di Maddaloni, allestita dal Gruppo Archeologico Calatino.
Nel mese di aprile, in occasione del Convegno Internazionale per le onoranze al Tanucci, sul tema Bernardo Tanucci statista letterato giurista, organizzato dall'Università di Napoli, la Società di Storia Patria di Terra di Lavoro fu tra gli Enti promotori e collaborò assieme alla Soprintendenza ai Beni Ambientali Architettonici Artistici e Storici di Caserta, per la realizzazione della giornata casertana del Convegno: quella dedicata alla politica estera del Tanucci.

Il 29 maggio, in collaborazione col Comando della Scuola Truppe Corazzate, fu realizzato, presso la sede di tale Scuola, un incontro culturale, di cui fu protagonista il Prof. Giuseppe Galasso, Ordinario di Storia Moderna presso l'Università di Napoli, con una conferenza sul tema: Fisionomia e realtà della Terra di Lavoro.

In giugno fu commemorato Pietro Borraro, in occasione dell'anniversario della sua tragica morte. La rievocazione fu tenuta dal Presidente della Società, che ne ricordò la vita e l'opera. L'orchestra da Camera della Campania offrì in memoriam un concerto con brani di Vivaldi, Roncalli-Vitalini, Farkas, Bach, e Mozart. La Società di Storia Patria pubblicò e distribuì un opuscolo contenente la rievocazione fatta dal Presidente e una biografia del Borraro, curata dallo stesso Presidente. La pubblicazione volle onorare colui che era stato il promotore della fondazione della Società e per molti anni il Segretario Generale.
Nel luglio, in occasione della Settimana del Libro, fu inaugurata nella Cappella Palatina della Reggia Vanvitelliana una Mostra sul tema: Il libro del viaggio in Italia.
Lo stesso giorno della inaugurazione della Mostra, il Prof. Italo Borzi, Direttore Generale Servizi Informazioni Editoria e Proprietà Letteraria Artistica e Scientifica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e il Prof. Italo De Feo, Presidente del Sindacato Liberi Scrittori Italiani, presentarono il II volume di Caserta nei ricordi dei viaggiatori stranieri del Prof. Aniello Gentile.
Il 9 luglio, a chiusura della Mostra del libro del viaggio in Italia, il Prof. Georges Vallet, Direttore dell'École Francaise di Roma; tenne una conferenza sul tema: La letteratura del viaggi ó; a cui seguì una Tavola Rotonda, con l'intervento del giornalista Vittorio Amedeo Caravaglios, di Benito Jezzi Presidente del Centro «Bartolommeo Capasso» di Sorrento, e del Prof. Giancarlo Menichelli, docente di Lingua e Letteratura Francese presso l'Istituto Universitario Orientale di Napoli.

Tra le attività di massimo impegno della Società, relative al 1983, è da annoverare la pubblicazione delle Pergamene dell'Archivio Vescovile di Caiazzo il cui primo volume fu presentato ufficialmente, nella sala delle conferenze della Sede Sociale, il 26 settembre, dall'On. Prof. Giuseppe Galasso, Sottosegretario al Ministero ai Beni Culturali e Presidente della Società Napoletana di Storia Patria. Lo stesso giorno fu inaugurata una Mostra sul tema Dieci secoli di storia dell'Italia Meridionale attraverso le fonti dell'Archivio di Stato di Napoli. L'iniziativa, promossa dalla Società di Storia Patria di Terra di Lavoro, fu realizzata con la collaborazione degli Archivi di Stato di Napoli e Caserta, del Comune di Caserta e della Soprintendenza ai Beni A.A.A.S. di Caserta e Benevento.

L'attività sociale del 1983 si concluse con l'organizzazione
di un Convegno Internazionale sul tema: Luigi Vanvitelli e Bernardo Tanucci, svoltosi nel Teatro di Corte, con il contributo del Centro Internazionale di Studi Vanvitelliani, che ha sede nella Reggia di Caserta, e della Soprintendenza ai Beni A.A.A.S.: convegno che ebbe come relatori Roberto Pane (Il Palazzo Reale di Caserta nella moderna storiografia artistica), Raffaele Ajello (Luigi Vanvitelli e Bernando Tanucci: genio e sregolatezza), Aniello Gentile (Bernardo Tanucci e la Letteratura odeporica), Jórg Garms (Vanvitelli e l'architettura europea del suo tempo), Maria Grazia Maiorini (Tanucci e le amministraziorzi provinciali durante la Reggenza: La Terra di Lavoro).

L'attività sociale dell'anno 1984 ebbe inizio con la pubblicazione della Cronologia dei vescovi casertani, in occasione della costituzione in Caserta del primo nucleo dei Cavalieri del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio. Il libro venne presentato ufficialmente dal Presidente della Società di Storia Patria di Terra di Lavoro, il 22 marzo, durante la cerimonia di investitura, presieduta dal Cardinale Palazzina, alla presenza del Principe Giovanni di Borbone, Grande Inquisitore dell'Ordine, che intervenne in rappresentanza del Gran Maestro Principe Ferdinando Maria di Borbone.
Nello stesso mese di marzo venne presentato, nel Salone delle Conferenze della Società, il romanzo storico Flashback, della scrittrice inglese Frances Fleetwood: una interessante narrazione che si ambienta nella Caserta medioevale all'epoca della Regina Giovanna I d'Angiò, allorché era conte di Caserta Francesco de la Rath, che, con la moglie Caterina d'Aulnay, rivestì un ruolo notevole nella storia della contea di Caserta in quel travagliato momento della dominazione angioina nell'Italia meridionale.
Nella stessa fase iniziale dell'anno sociale 1984, si tenne, nel Teatro di Corte della Reggia Vanvitelliana, una Tavola Rotonda sul tema «I Borbone e l'Europa», promossa dalla Società di Storia Patria con la collaborazione della Soprintendenza per i Beni Ambientali Architettonici Artistici e Storici per le Province di Caserta e Benevento, del Centro Documentazione Eurosud di Benevento e dell'Instituto Cultural Espanol de Santiago di Napoli. Relatori i Proff. Raffaele Ajello, Aniello Gentile e Pasquale Villani.
Il 7 maggio, in una manifestazione organizzata in collaborazione col Museo Campano di Capua e presieduta dalla Dott.Enrica Pozzi, Soprintendente Archeologo delle Province di Napoli e Caserta, il Prof. Werner Johannowsky tenne, nei locali del detto Museo, una conferenza su Capua antica.
Nello stesso mese, con la collaborazione del Comune di Caserta e d'intesa con l'Ambasciata romena in Italia, venne organizzata una manifestazione che culminò con una conferenza sul tema «La Romania contemporanea: aspetti della politica interna ed estera», tenuta dall'ambasciatore di Romania Jon Constantinescu, presso la sede della Società.

Il 13 giugno il Prof. Aniello Gentile presentò il libro di Roberto Costanzo «Parliamo d'Europa», e il 14 dello stesso mese, sempre nella sede sociale, in collaborazione con l'Associazione della Stampa di Caserta, venne presentato il libro di Antonio Spinosa dal titolo «Murat da stalliere a re di Napoli». Relatori: il Proff. Mario Apice, Aniello Gentile, Vincenzo Perna e Federico Scialla.
Il 13 dicembre, infine, il Dott. Giulio Raimondi, Soprintendente Archivistico per la Campania, presentò il secondo volume delle Pergamene dell'Archivio Vescovile di Caiazzo, pubblicato dalla Società di Storia Patria di Terra di Lavoro, a cura di Catello SalvatiMaria Antonietta Arpago, Bruno Ienco, Aniello Gentile, Gaetano Fusco eGiuseppe Tescione.

L'anno sociale 1985 diede inizio alla sua attività il 23 gennaio con una conferenza dello scrittore Prof. Mario Pomilio, il quale presentò, nella sala Dante della Società, «La stanza grande»: una raccolta di poesie di Alberto D'Onofrio.
Con la collaborazione, poi, del Comune di Caserta, venne organizzata una Mostra di libri e prodotti dell'artigianato romeno, che si inaugurò il 12 giugno con l'intervento dell'ambasciatore di Romania, Dott.Costantin Tudor.
Nel quadro delle iniziative per la «Settimana del Libro 1985», promossa dalla Direzione Generale delle Informazioni, dell'Editoria e della Proprietà Letteraria Artistica e Scientifica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, venne allestita presso la sede sociale, nel salone della Biblioteca, una Mostra del Libro d'Arte, con la collaborazione della Soprintendenza per i Beni Ambientali Architettonici Artistici e Storici per le Province di Caserta e Benevento e del Centro Studi Erre 80: Mostra che venne inaugurata il 18 settembre, con l'intervento del Dott. Stefano Rolando, Direttore Generale dei Servizi delle Informazioni, dell'Editoria e della Proprietà Letteraria Artistica e Scientifica della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il 28 ottobre, in collaborazione con l'Istituto Superiore di Scienze Religiose dell'Archidiocesi di Capua, venne presentato, nella sede della Società, il volume degli Atti del Convegno Nazionale di Studi su «Alfonso Capecelatro, Arcivescovo di Capua, nella Storna e nella Chiesa»: relatore il Prof. Pietro Borzomati, Ordinario di Storia contemporanea nell'Università di Roma.

L'attività della Società relativa all'anno 1986 si polarizza su due fatti particolari: la pubblicazione dell'VIII volume dell'Archivio Storico di Terra di Lavoro e la preparazione del Congresso Internazionale di Studi su «La figura e l'opera di Giulio Douhet».
Il 20 marzo il Presidente della Società, nel corso della consueta Assemblea ordinaria, tenutasi con larga partecipazione non solo dei Soci, ma anche di Autorità ed esponenti della cultura, presenta l'VIII volume dell'Archivio Storico, soffermandosi ad illustrare i singoli contributi offerti da vari studiosi di storia locale.
Nel maggio, poi, hanno inizio i lavori per l'organizzazione del Congresso Internazionale su Douhet, con la collaborazione dell'Aeronautica Militare. Viene pertanto costituito il Comitato Organizzativo, la cui presidenza è affidata al Prof. Aniello Gentile nella sua qualità di Presidente della Società di Storia Patria di Terra di Lavoro, e del quale vengono chiamati a far parte il Gen. B.A. Giuseppe Bovio, Comandante della Scuola Sottufficiali dell'Aeronautica Militare, il Gen. D.A. (r.) Antonio Pelliccia, docente presso l'Accademia Aeronautica di Pozzuoli, il Gen. B.A. Arnaldo Vannucchi, Capo del V Reparto dello Stato Maggiore dell'Aeronautica.
Il lavoro organizzativo impegna il Comitato così costituito ed il Consiglio Direttivo della Società per tutto il resto dell'anno.
Particolarmente intensa è stata, nel 1988, l'attività sociale, caratterizzata, nella fase iniziale, dalla pubblicazione di due volumi dell'Archivio Storico di Terra di Lavoro: il IX, relativo agli anni 1984-85, e il X, contenente gli Atti del Congresso Internazionale di Studi su «La figura e l'opera di Giulio Douhet», con largo intervento di studiosi ed esperti italiani e stranieri.
L'attività editoriale della Società continuò con la pubblicazione di un lavoro di Aniello Gentile, relativo alle «Carte Campane del secolo decimo nell'Abbazia di Montecassino» lavoro che fu, poi, nel primo incontro culturale del nuovo anno sociale, presentato da tre illustri relatori: il Dott. Aldo Vessia, Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Napoli, per quanto riguarda gli aspetti giuridici, il Prof. Aldo Vallone, Ordinario di Letteratura Italiana nell'Università di Napoli e il Prof. Nicola Cilento, Ordinario di Storia Medioevale e Moderna nell'Università di Salerno.
Successivamente, durante la riunione ordinaria dell'Assemblea Ordinaria dei Soci, ci fu la presentazione ufficiale dei volumi IX e X dell'Archivio Storico.
La Società fu, inoltre, impegnata ad organizzare e a realizzare un Congresso Nazionale di Studi sul Tema «L'assedio di Gaeta», promosso in collaborazione col Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, in occasione della ricorrenza del bicentenario della morte di Carlo, primo re di Napoli della dinastica borbonica. Il Congresso, durato quattro giorni, apri i suoi lavori nel Teatro di Corte della Reggia Vanvitelliana, con l'intervento, tra gli altri, dei sindaci dei Comuni interessati: Caserta, Gaeta, Arco e Civitella del Tronto. Il secondo giorno, a conclusione della tornata antimeridiana fu celebrata, dall'Arciv. Franco Cuccarese, nella Cappella Palatina della Reggia, una Messa di suffragio per tutti i caduti dell'Assedio di Gaeta, alla quale presenziarono anche il diretto discendente ella dinastia borbonica di Napoli, il principe Ferdinando, Duca di Castro. La tornata pomeridiana ebbe luogo a Gaeta; e l'indomani il Congresso si trasferì ad Arco, nel Trentino, ove nel 1894 avvenne il decesso dell'ultimo sovrano delle Due Sicilie, e dove si conclusero i lavori congressuali.
In relazione a tale evento culturale, è stato ancora pubblicato, a cura della stessa Società, il saggio storico sul tema «La piazza di Gaeta e il Parco d'Assedio» (autoriGiuliano Affinito ed Enrico Liguori).
Nel mese di giugno la sede sociale ospitò una Mostra di dipinti, incisioni e sculture di Carlo Boni, connessa alle manifestazioni del Premio Casa Hirta 1988.
Nel novembre fu presentato, nel Teatro di Corte della Reggia, il  «Diario di Francesco II di Borbone», edito a cura di Aniello Gentile: relatori il Prof. Pier Giusto Jaegerdell'Università di Milano, il Marchese Don Achille di LorenzoGran Balì del S.M.O. Costantiniano di S. Giorgio e lo stesso Prof. Gentile.
In dicembre, infine, nella sala Dante della Società, due studiosi romeni trattarono dei rapporti culturali tra l'Italia e la Romania. Il Prof. Stefan Pascu, dell'Università di ClujNapoca, relazionò sulla «Collaborazione romeno-italiana alla conferenza di pace di Parigi per il riconoscimento dei due Stati Nazionali»; il Prof. George Lazarescu,dell'Università di Bucarest, degli «Effetti culturali della storia comune romeno-italiana». A tale manifestazione presenziò l'Ambasciatore di Romania in Italia.

L'attività dell'anno sociale 1989 inizia con un incontro culturale di carattere internazionale. Il Console Generale di Spagna a Napoli, Dott. Luis Sagrera, presentò un documento filmato su Carlo III di Borbone, realizzato l'anno precedente dal Ministero della Cultura spagnolo, in occasione della ricorrenza del bicentenario della sua morte. La proiezione del documentario fu preceduta dalla presentazione della figura del monarca da parte del Presidente della Società di Staria Patria.
Nel mese di giugno venne commemorato il Prof. Alfonso De Franciscis, la cui figura e la cui opera furono ricordate dai Proff. Marcello Gigante ed Ettore Lepore, dell'Università di Napoli, e dalla Dott. Enrica Pozzi, Soprintendente Archeologo di Napoli. Per l'occasione fu ripubblicato e distribuito ai presenti il saggio dell'illustre Scomparso relativo al Templum Dianae Tifatinae, pubblicato nel primo volume del nostro Archivio Storico.
Dal 28 novembre al 2 dicembre, nel quadro degli scambi culturali tra la Repubblica Italiana e quella di Romania, furono allestite, nei saloni della Sede sociale, una Mostra di vela; nastri, tessuti e ornamenti per il capo, nell'arte popolare romena e una Mostra di pittura romena su vetro, alla cui inaugurazione intervennero l'Ambasciatore di Romania in Italia ed altre autorità italiane e romene. Nel corso di queste manifestazioni il Prof. Aniello Gentile tenne una conferenza sul tema «La formazione della lingua e del popolo romeno», e la Prof. Sanda Larionescutratto dell'«Arte popolare nella società attuale in Romania» Furono anche proiettati un documentario sul tema «La culla dei Daci» e il film romeno «Prova di microfono».
Nella fase conclusiva dell'anno sociale la Società ha offerto la sua collaborazione alla realizzazione del Convegno sulla «Presenza araba e islamica ah Campania», promosso dall'Istituto Universitario Orientale di Napoli; e organizzando a sua volta, in collaborazione col Gruppo Archeologico Calatino, una manifestazione culturale finalizzata alla presentazione del volume «Maddaloni: Archeologia, Arte e Storia», edito a cura del Centro Archeologico Calatino.

Negli anni 1990-91 la Società di Storia Patria di Terra di Lavoro ha notevolmente accresciuto il proprio patrimonio bibliografico con l'acquisito di numerosi volumi, raccolte e collane. Hanno altresì contribuito a tale incremento gli scambi con altre Biblioteche e Istituti di Cultura italiani e stranieri e le assegnazíoni da parte del Ministero ai Beni Culturali.
Evento importante nella vita della Società è stata la Convenzione con l'amministrazione Comunale di Caserta, stipulata nei termini e con le modalità che di seguito si riportano:

Convenzione per la disponibilità della Biblioteca «Fortunato Messa» dì Palazzo Reale.
Tra il Comune di Caserta - C.F. n. 80002210617 - rappresentato dal Sindaco p.t. Dr. Gasparin Giuseppe, nato il 20 dicembre 1950 in Caserta, domíciliato per la carica presso la Casa Comunale e la Società di Storia Patria di Terra di Lavoro, rappresentata dal suo Presidente p.t. Prof. Gentile Aniello, nato il 24 marzo 1920 in Caserta e domiciliato in Centurano di Caserta (CAP n. 81100), alla via Marzano - II Parco Schiavone - C.F. n. GNT NLL 20C24 B063W.
Si premette che la Società di Storia Patria è il massimo Ente Culturale di Terra di Lavoro e da oltre un quarantennio, promuove iniziative di alto livello, di Congressi Nazionali ed Internazionali che danno lustro alla Città, vi fanno confluire personalità del mondo della Cultura d'Italia e dell'Estero e diffondono il nome di Caserta in ogni Paese del mondo;
che detta Società dispone di una Biblioteca specializzata di oltre 25.000 volumi, di un fondo pergamenaceo, di documenti e cimeli che costituiscono un patrimonio storico e bibliografico di notevolissima importanza oltre che di un valore finanziario rilevante;
che l'attività della predetta Biblioteca necessita di perso nale addetto alla catalogazione, sistemazione e schedatura delle quotidiane accessioni;
che l'Amministrazione Comunale di Caserta è nelle condizioni di utilizzare proprio personale competente per un servizio a beneficio della collettività;
che la Società di Storia Patria è disposta a mettere a disposizione tutto il suo patrimonio bibliografico, storico e documentario per tale finalità, gratuitamente.
Quanto innanzi premesso ed in esecuzione della delib. di G.M. n. 189 del 4 ottobre 1990, vistata dalla Sezione Provinciale del Comitato Regionale di Controllo di Caserta in data 24 ottobre 1990.

Questo atto consta di un solo foglio, uso bollo, con pagine quattro di scrittura, compreso quanto delle presenti sarà sottoposto a registrazione, in caso d'uso, a cura e spese della Parte che avrà resa necessaria tale formalità.
Letto, confermato e sottoscritto come appresso:
Caserta 18 dicembre 1990.

Dal 29 gennaio al 1° febbraio 1991 per iniziativa e a cura della Società fu allestita nei saloni della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione nella Reggia di Caserta una Mostra storica delle sete leuciane e delle porcellane di Capodimonte. Esposti manufatti degli Stabilimenti serici di San Leucio, eredi della Manifattura delle Sete, creata nel 1789 da Ferdinando IV di Borbone, e artistiche Porcellane prodotte dalla Real Fabbrica della Porcellana dell'I.P.S.I.A. «G. Caselli» del Parco di Capodimonte-Napoli. A testimoniare il suo successo e l'eco nella stampa nazionale è sufficiente il commento dell'inviato speciale della Rivista italiano-inglese Home di Milano:
«Una iniziativa di elevato livello culturale si è tenuta alla ine dello scorso mese di gennaio e ha sottolineato il valore della tradizione della Real Colonia di San Leucio. Nella splendida cornice vanvitelliana della Villa Reale di Caserta, nelle sale della scuola di Pubblica Amministrazione, è stata allestita e aperta al pubblico una mostra storica delle sete Leuciane e delle porcellane di Capodimonte.
L'iniziativa è stata presa dalla Società di Storia Patria di Terra di Lavoro; in questa mostra sono stati esposti pregiati damaschi, lampassi, broccati, prodotti su antichi disegni, da sei importanti aziende operanti nella provincia di Caserta.
Un'iniziativa di grande interesse culturale, dicevamo, la cui importanza è stata sottolineata nella relazione che Aniello Gentile, Presidente della Società di Storia Patria, ha tenuto nel corso della cerimonia di inaugurazione.
La tradizione delle sete di San Leucio è stata infatti rispettata nei disegni, nei colori e globalmente nella lavorazione ottenuta con particolari, specifici telai.
I locali della scuola di Pubblica Amministrazione, in cui si è svolta la mostra, sono stati meta di un nutrito gruppo di visitatori, a conferma dell'interesse nei confronti dei materiali esposti, della loro preziosità e della loro storia. Una storia iniziata tanto tempo fa, ma che si prolunga nella realtà economica e industriale di una città come Caserta, che si colloca, fra le provincie campane, al primo posto per avanzamento tecnologico e industrializzazione» «HOME-Italia, giugno 1991)».

Il 27 giugno 1991 la Società promosse un Convegno di Studi su «Federigo Verdinois Giornalista - Letterato - Traduttore (Caserta 1843 - Napoli 1927)». Relatori Elena CroceCaterina De CaprioRaffaele Giglio, Benito lezzi, Antonio Palermo. Coordinatore Aniello Gentile. Per l'occasione la Società curò la ristampa anastatica deiProfili letterari napoletani del Verdinois. Il Prof. Aniello Gentile introdusse brevemente il tema del Convegno.
«L'idea di tenere un Convegno di Studi sulla multiforme attività culturale di Federigo Verdinois, giornalista, scrittore e traduttore, è stata suggerita dall'attenzione alla cultura europea che egli ha contribuito in maniera determinante a far largamente conoscere attraverso le traduzioni specie dal francese, dall'inglese, dal tedesco, dal russo e dal polacco. Oggi si parla così diffusamente e in tutte le occasioni dell'appuntamento che l'Italia ha con l'Europa nel 1992, perché siamo convinti di quella capacità unificante che solo la cultura può avere al di sopra delle individualità nazionali.
F.V. ha tradotto ben 342 opere di autori stranieri, dallo Sienkiewicz a Gogol a Gorkij, da Shakespeare a Wilde a Hamsun.
L sua la prima traduzione del Quo vadis? e del romanzo storico Col ferro e col fuoco dello stesso Sienkíewicz.
Ma egli fu altresì maestro di un'intera generazione di giornalisti. Fu narratore di particolare facondia, oltre che giornalista.
Per approfondirne la conoscenza, basta scorrere quanto di lui si è scritto: Da Vincenzo Della Sala ad Aldo Borlenghi, da Benedetto CroceAlda ed Elena Croce ad Antonio Palermo. Per non dire delle riedizioni delle sue novelle e dei suoi racconti. Sono appena dell'anno scorso quelle di Principia e dei Racconti inverisimili, a cura di Caterina De Caprio.
Ma il motivo di fondo di questo Convegno è nelle finalità istituzionali di una Deputazione di Storia Patria: richiamare dal tempo eventi e personaggi che formano il patrimonio delle memorie storiche.
Anni fa, nella ricorrenza del cinquantenario della morte del Verdinois, in questa stessa sala Pietro Borraro che fu per lunghi anni Segretario della nostra Società di Storia Patria e vivace animatore culturale, mai sufficientemente rimpianto, tenne un'appassionata conferenza che fu poi pubblicata nel VII volume dell'Archivio Storico.
In quell'occasione questa fu l'unica iniziativa che ricordò Verdinois, nella pressoché generale dimenticanza, in un paese come il nostro in cui le rievocazioni e le commemorazioni vanno dai bimillenari ai decennali.
Di lui, nel suo volume sugli Ottocentisti napoletani, Vincenzo Della Sala sottolineò la vivacità, l'arguzia, l'eleganza dello stile, aggiungendo testualmente: «Tanti - e sono una legione - gli devono qualcosa, se non molto. E va a questo proposito ricordato il magistero che egli esercitò, per circa un ventennio prima dalla cattedra di Inglese e poi da quella di Russo all'Istituto Orientale di Napoli».
Benedetto Croce lo apprezzava in modo particolare. Cito il ricordo che egli fermò nel fase. III del XXXIV n. della Critica:
« Lo incontravo qualche volta, non sono molti anni, nelle vie prossime alla mia casa, che faceva la sua piccola passeggiata quotidiana, lui più che ottantenne, dando il braccio alla sorella all'incirca della stessa età. Laboriosissimo pur in quella grave età, andava riempiendo di aneddoti storici, di rievocate leggende, di fantasie e di riflessioni morali, colonne e colonne di un giornale napoletano per vivere, come aveva vissuto tutta la sua vita, in dignitosa povertà. Era degli uomini più scrupolosamente onesti che sia dato immaginare: bibliotecario di una biblioteca provinciale, che ora è stata fusa con altre biblioteche napoletane, si recò a presentare le sue dimissioni perché a quella biblioteca non venivano lettori e a lui sapeva male di ricevere uno stipendio senza giustificazione».

Nella prefazione all'Antologia degli scritti letterari e giornalistici di Verdinois, Elena Craveri Croce scrive nel 1949: «Di quel mondo, nel leggere questa pagina, si sente viva la nostalgia e si vorrebbe poterne rievocare la vita giornalistica e letteraria, le polemiche, i teatri, i caffè ed i duelli che ne animano lo sfondo. Ma sono cose ormai al di là della tradizione a viva voce, e che chi ancora in qualche modo vi partecipò vede già non più come tema di nostalgia e di ricordi, ma fermate come la fisionomia di un'epoca e di una società conclusa. Conclusa, ma non scomparsa, malgrado le apparenze, senza lasciar traccia, perché ancora nella Napoli di oggi vive, non nei suoi giornali o nelle sue manifestazioni pubbliche, ma nelle persone, qualcosa di quello spirito, di quell'umanità; ancora risuonano nei discorsi quelle inflessioni, quell'umorismo distaccato, ma bonario e non scettico. E al Verdinois si è grati di averci lasciato, oltre alla sua opera di artista di schietta vena, questi ricordi di un passato nel quale possiamo, ad onta di tanti mutamenti, riconoscerci.
Sorprende che una personalità così complessa sotto il profilo culturale sia relegata solo in Appendice nella Enciclopedia Italiana Treccani, con uno scarno trafiletto a firma di Siro Amedeo Chimens. E anche qui si ripete l'errore della data di nascita. Disponiamo delle copie del registro anagrafico del Comune di Caserta e dell'annotazione del battesimo. Il Verdinois nacque alle ore 14 del 2 luglio 1843 daLuigi Verdinois - che nel documento ha la W iniziale - di origine mantovana, impiegato della Reggia, e da Amelia Gargani. Gli furono imposti i nomi di Federigo Maria Luigi Saverio e fu battezzato il seguente 5 luglio nella Parrocchia di San Michele Arcangelo. Quello della non uniforme grafia del cognome è un problema che si ripresenta ancora più recentemente. Nel volume Arte e Artisti a Napoli (1800-1943) di Paolo Ricci con prefazione di Giuseppe Galasso, edito da Guida, il nostro diventa reiteratamente Verdinois».

Una preziosissima pergamena del XIV secolo fu riconsegnata dal Presidente della Società a S.E. Raffaele Nogaro, Vescovo di Caserta, il 23 gennaio 1992, nel corso di una cerimonia svoltasi nella Cappella Palatina della Reggia di Caserta.
La pergamena riporta il testo in  «volgare» degli Statuti dei Disciplinati di Maddaloni, una di quelle Confraternite laico-religiose del Medioevo, i cui appartenenti erano tenuti all'osservanza di norme di comportamento sancite da precise Regole, non meno rigide di quelle che regolavano la vita dei Monasteri. Lo stesso Prof. Gentile illustrò il valore religioso, storico e giuridico dei Capitoli degli Statuti e il carattere della lingua in cui è redatto il documento.
Sistemata in apposita cornice a doppio vetro per evitare l'aggravarsi del deterioramento avvenuto per varie cause nel corso dei secoli, essa ha arricchito l'Archivio Diocesano, custode delle memorie storiche della Curia Vescovile della città.

Nell'occasione della visita pastorale di S.S. Giovanni Paolo II alle Diocesi di Caserta e di Capua il 23 e 24 maggio, la Società di Storia Patria di Terra di Lavoro fece omaggio al Vescovo di Caserta della pubblicazione su carta a mano di Amalfi della stesura in latino della Pastorale da Lui diretta ai fedeli.


 


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